Is Animeddas, quando Halloween parla sardo

20251028 Is Animeddas

Is Animeddas, quando Halloween parla sardo

Sta per arrivare la notte di Halloween, la festa pagana spesso discriminata in quanto “non italiana”. Eppure in Sardegna esiste un rito simile che si perde nella notte dei tempi e dei ricordi degli anziani: Is Animeddas.             

La notte dei morti                    

Il 31 ottobre rappresenta, nelle usanze celtiche e anglosassoni, la fine del periodo della rinascita e l’inizio del periodo letargico. Il passaggio di testimone tra questi due periodi rappresentava l’unione simbolica tra il regno della luce e quello delle tenebre. Questo era il momento in cui i defunti, per una notte, potevano tornare a vagare sulla terra. La cristianizzazione della popolazione anglosassone da parte dei romani, portò a trasformare quella festa pagana nella vigilia di Ognissanti. Questa parola, infatti. in inglese si traduce proprio “All Hallow’s eve“, ovvero la versione natale dell’attuale Halloween.                          

La tradizione sarda                  

In Sardegna, prima ancora che la popolazione venisse a contatto con gli anglosassoni, esistevano già riti per la commemorazione dei morti. Ma a differenza delle usanze pagane anglosassoni, quelle sarde erano legate a doppio filo con la religione. Nel periodo in cui i morti tornano sulla terra, i bambini, anime pure (Is Animeddas), si preoccupano di racimolare generi alimentari per le anime dannate vaganti.

Si trattava normalmente di beni di prima necessità, oggi diventati dolci che le donne preparano appositamente per il periodo invernale. Solitamente erano dolci a base di sapa (mosto o miele e acqua cotti), prodotti e/o derivati dei raccolti di metà autunno. I pabassini e le pabassine, ossus de mottu (ossi del morto), pani ‘e saba si accompagnavano a castagne, nocciole, frutta secca e melagrane, oltre a legumi secchi e cereali.                    

Usanze e nomi diversi

Nelle varie zone dell’isola sono così nate diverse usanze, molto simili tra loro, ma che hanno assunto diversi nomi. Da Is Panixeddas (dolce tipico dei morti) a Su ‘ene ‘e sas ànimas, Su Mortu Mortu, Peti cocone e Su Prugadòriu (Purgatorio), ma quella che più ci ha colpiti fin da bambini è Is Animeddas, diffusa nel sud Sardegna. Questa storia veniva raccontata dalle nonne e dalle donne anziane dei paesi.

Una storia di cui non è possibile trovare riscontro documentale, ma che ha sempre avuto un fascino particolare. Tutto si svolgeva nella notte in cui i due mondi (dei vivi e dei morti) si allineavano, confondendosi tra loro e lasciando che dal Purgatorio le anime dei morti giungessero sulla terra.

Is Animeddas

In occasione di questo allineamento, nella notte del 31 ottobre, veniva imbandita la tavola per le anime che avrebbero vagato sulla terra. La tavola veniva lasciata senza posate, che potevano diventare un’arma in mano alle anime più esagitate. Il cibo serviva proprio per le anime che, nel loro vagare, cercavano nei luoghi che gli furono cari in vita qualcosa per placare la loro fame.

La tavola restava imbandita fino all’alba, quando le anime, alle prime luci del giorno, lasciavano la terra e tornavano nel loro purgatorio. Ciò che non era stato consumato dalle anime veniva distribuito tra i poveri del paese. Erano i bambini a bussare nelle case per la raccolta, perché erano considerati anime pure, scevre di qualsiasi colpa o astio esistente tra le famiglie. Proprio loro danno il nome al rito de Is Animeddas.

Leggenda o realtà?

Vera o no, questa e altre varianti rappresentavano, per la Sardegna, un modo per ridistribuire i beni, dare a chi non aveva, almeno una volta l’anno, in nome delle anime defunte. Per richiedere i doni i bambini usavano formule diverse, a seconda del luogo. In alcuni paesi del Sud Sardegna si rinnova ancora, la mattina del 1 novembre, il rito de Is Animeddas. A prescindere dalle differenze, però, resta il gesto di generosità di cui, oggi, si son perse quasi del tutto le tracce. Infatti pian piano il giro serale del “dolcetto o scherzetto” di Halloween sta soppiantando il rito mattutino de Is Animeddas.

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